San Martino 1980

11 Novembre 1980, San Martino ed era proprio San Martino per tre coscritti di Ponderano che si ritrovano “al bar della Lara” e insieme partono con destinazione Caserma “S.Ten. Ignazio Vian” San Rocco Castagnaretta (Cuneo). Come logica siamo stati accolti con molto entusiasmo dai vecchi, che durante il trasferimento dalla stazione alla caserma anche se era un lungo rettilineo non sono mancate manovre brusche ma, è la storia di tutti i figli.
Finito il CAR in due venimmo destinati al 4° Corpo d’Armata caserma “Vittorio Veneto” Bolzano 2°BTG Genio Minatori “ISEO” incarico 18A. Pochi giorni e veniamo trasferiti ad Appiano San Michele (BZ) per il corso autisti. Finito il corso, e dopo aver fatto una esercitazione, mi viene comunicato che di li a pochi giorni sarei partito (per 2 mesi) per Sant’Angelo dei Lombardi (Avellino), paese a pochi km dall’epicentro del terremoto in Irpinia. 
In colonna si parte per Trento e con altri dell’Orta il giorno dopo sempre in colonna, con i mezzi si va a Roma caserma Cecchignola. Si riparte destinazione Caserta e il successivo si arriva a destinazione. Per molti versi è stato un vero campo, tenda, sacco a pelo, cucina da campo, acqua calda mai vista ma freddo e tutto quello che si può immaginare vista la situazione. Passano i due mesi ma non si rientra a Bolzano, ci viene data una licenza di 5+2 ed in mimetica, zaino a spalle, senza soldi in tasca all’avventura si va a casa. Immaginate le persone che ci incontravano…. Avevamo vent’anni, eravamo spavaldi ma quando in distanza vedemmo i carabinieri all’esterno della stazione di Roma gambe in spalla. In ogni caso, di questa esperienza mi porto anche bei ricordi. Ricordo di persone alle quali sembrava tutto dovuto anche se in paese eravamo ben voluti ma, erano molte di più quelle che, finita la giornata di lavoro (noi si lavorava per ditte civili) andavi fuori dal centro a portare via macerie, buttare giù un muro pericolante, una camionata di ghiaia, e dalle cascine sentivi dire “è pronto da mangiare” era il più bel Grazie. Due furono i momenti più brutti. Il primo è stato quando anche se a distanza di mesi, una sera mentre eravamo al bar, ci fu una forte scossa di terremoto ma non capii cosa stava succedendo (ne ho sentite due o tre) e la seconda mentre portando via delle macerie in paese si sentii un puzzo tremendo. Ci bloccarono i lavori pensando che ci fosse qualche persona ma fortunatamente erano solo dei cani. Caloroso fu il ringraziamento delle persone del posto con le quali si era instaurato un rapporto di amicizia quando agli inizi di Agosto ci dissero che saremmo ritornati al corpo.
Licenza e poi si riparte per la Base Logistica al Passo del Tonale. Caserma di quaranta persone docce al piano con i miscelatori, mensa come ristorante, libera uscita fino alle 24 in caserma con le scarpe da ginnastica insomma non si stava neanche male…Bene siamo giunti all’Ordinaria, si rientra si consegna il tutto e “ALL’ ALBA SIAM BORGHESI”. Ci si saluta con il congedo in mano e si ritorna in stazione a Bolzano per l’ultima volta.
Non ho fatto troppa vita di caserma e ne sono contento, ho lavorato e il mio periodo di Naja è servito forse ad aiutare persone alle quali vedendo cosa era successo “ci siam detti ma dove ci han mandato”.    

G.A. Alpino Stefano Socco


Articoli simili