“Cantare per darsi coraggio, quando il freddo e la guerra tolgono ogni speranza, le voci unite in coro possono dare calore e forza.”

Così nascevano i canti degli Alpini, nei momenti più difficili o più belli: condividere la gioia per un pericolo appena scampato, consolarsi per la morte di un commilitone, gioire per una vittoria o celebrare la fine della guerra. Nelle trincee sotto i colpi di fucile, oppure nelle piazze nei momenti di pace, che non dimenticano mai però quelli di guerra.
I canti degli Alpini venivano cantati da tutti, senza distinzione di grado o provenienza. L’ufficiale e il soldato semplice stavano vicini, e nel coro diventavano uguali: uomini col bisogno di esprimere le proprie emozioni, di condividere l’esperienza, di sentirsi parte di un battaglione. Dei canti alpini intonati durante la Prima Guerra Mondiale sono rimaste poche tracce, poche canzoni di cui molte peraltro distinte nelle varianti linguistiche, peculiarità regionali e rifacimenti.
Segno questo, senz’altro, del grande proliferare di componimenti in tutte le regioni d’Italia.
Gli Alpini sono originariamente gente di montagna: dal Piemonte fino al Friuli (e passando anche per l’Abruzzo) il reclutamento ha sempre pescato da zone di montagna, chiaramente soprattutto alpine. E qui il canto tipico era quello corale, piuttosto lento, senza strumenti. Questa è la tradizione canora da cui proviene il canto  degli Alpini, che si è trasferita poi ai periodi di permanenza militare, sia in guerra che in pace.
Esistono dei canti, come “Mamma mia vienimi incontro”, che risalgono al 1896, anno della guerra italiana in Abissinia. Il canto alpino in sé esiste come rielaborazione e  riutilizzazione di canti popolari esistenti. È raro che ci sia un canto alpino nato tra gli Alpini: di solito sono canti popolari pre-esistenti adattati, soprattutto nel testo, alle situazioni che quei soldati si trovavano a vivere: in trincea, sotto attacco, in ritirata. È il caso, ad esempio, di “La si taglia i biondi capelli”: sicuramente esisteva già prima della guerra in molte regioni italiane, è stata ritrovata una versione che arriva dal Veneto, e fa riferimento alla bella guerriera, presente anche nella tradizione lombarda.
I canti popolari degli Alpini esprimono una varietà enorme di sentimenti e situazioni: sono canti di festa, d’amore, di guerra…
Gli Alpini sono famosi per lo spirito di corpo, più di altre armate. Anche in questo gioca un ruolo chiave l’origine montanara e il carattere di questa gente: tranquillo, sobrio, abituato alle difficoltà del vivere. Questo andava oltre i confini regionali: era indifferente se uno era piemontese o friulano, l’unità era sempre la stessa.